L'altra dentro di me

Nico Nel 2006 ho dato inizio a un esperimento, il cui obiettivo era esplorare i confini tra scrittura e sessualità. Ho creato un’identità fittizia, un alter ego femminile di nome Irene, e ho aperto un blog anonimo dal titolo volutamente provocatorio: Le con d’Irène, un omaggio al romanzo di Louis Aragon.

Per tre mesi, io non ero più io. Ero Irene.

Scrivevo come lei, vivevo attraverso di lei. Inventavo i suoi incontri, le sue memorie, i suoi desideri, e li pubblicavo. Il blog divenne un atelier performativo: un luogo dove la scrittura non si limitava a narrare l’erotismo, ma si faceva essa stessa atto erotico, un corpo esposto, vulnerabile, che interagiva con un pubblico reale. Le email, i commenti, le relazioni virtuali che ne scaturirono non erano semplici feedback, ma parte integrante dell’opera.

L’intento pornografico era voluto: non tanto un fine, bensì un metodo. Un modo per spingere la lingua oltre la sua zona di comfort, per costringerla a dire l’indicibile, a farsi veicolo di un’oscenità che non è volgarità, ma rivelazione. L’osceno, dal latino ob-scaenus, fuori dalla scena: ciò che per convenzione deve restare nascosto. E cosa c’è di più nascosto, di più radicalmente fuori scena, del meccanismo stesso della creazione poetica?

In questo esperimento, il corpo di Irene è diventato l’allegoria della scrittura. Ogni organo un registro stilistico, ogni atto sessuale una figura retorica, ogni orgasmo un’epifania estetica. La pornografia si è trasfigurata in cosmogonia.

Dal diario di Irene è nata l’opera L’altra dentro di me. Non è la semplice raccolta dei post del blog, ma la loro distillazione in forma di romanzo, il tentativo di dare una struttura a quel flusso di coscienza, di trasformare l’esperimento in un’opera compiuta.

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Complice il tema, il blog divenne rapidamente molto frequentato. Nacquero così una serie di “relazioni” virtuali via e-mail, sempre sotto l’identità fittizia di Irene, con numerose persone attratte dal mio modo di raccontare l’erotismo. Arrivarono proposte di interviste, collaborazioni con riviste, inviti a incontri audaci e persino una richiesta di matrimonio.

Per un curioso scherzo del destino, il blog è ancora online: un bug ne impedisce la cancellazione e nemmeno i gestori della piattaforma Wordpress riescono a rimuoverlo. Resterà così, per sempre, impresso nella piazza virtuale.