Flatus Vocis

Esercizi, frammenti, prove di vocalità, performance sonore e poetiche, cantiere di perdizione e di ricerca radicale e politica: spazio dove un attore fa ascoltare la propria personale caduta nel ritmo.

fenice|507

In un tempo in cui l'intelligenza artificiale sa ormai riprodurre la voce con precisione crescente, catturandone i timbri, i ritmi, persino le inflessioni, resta tuttavia qualcosa che la macchina non raggiunge: quel luogo interiore dove la parola nasce dal vissuto, dal dolore, dalla presenza. Ed è proprio lì che la voce deve tornare — spogliandosi di ogni artificio, presentandosi nello spazio d'ascolto con quel nucleo profondo che resiste a qualsiasi cosa, là dove parola e corpo si fondono in qualcosa di irriducibilmente umano. Una voce spoglia, che arriva così com'è: soffio, carne, suono.