Flatus Vocis

«Ormai la cavea è vuota, deserta. Sulla scena è rimasto solo il poeta, che in tono alto, lirico, in una lingua non più comunicabile, commenta e lamenta la tragedia senza soluzione, la colpa, il dolore senza catarsi». Vincenzo Consolo A – Nella tua opera, mi sembra che la voce occupi un posto privilegiato; lo testimoniano […]

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La caduta e l’esilio

Molto spesso, timoroso, mi sono trovato a sfidarela novità delle cose – è il mio tormentoHo spiato, in segreto, le cosenel loro farsi, ed ho sceltouna traccia, un indiziodi vero:la contraddizionel’unica possibilità, o l’accanimentodella negazione, ancoraChiedo cose grandi, che non ci sonoCon tutto il corpo. Chiedere le cose è dare vocealle cose. Poi le coseportano […]

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Il custode del fuoco

Tutta l’opera del poeta palestinese Mahmud Darwish allude a una condizione umana costretta all’esilio e alla sconfitta, alla miseria dell’occupazione militare, al dolore della perdita. Il suo linguaggio poetico è polifonico, talvolta aspro, altre volte sublime, a tratti lancinante. Il custode del fuoco accoglie l’eco di quest’opera e lo traduce in voce, dando compimento a una cantica […]

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La “Caosmogonia” di Nanni Balestrini

Nanni Balestrini ribadisce, con la sua Caosmogonia (Mondadori, 2010), che la poesia non è innocente: quando il poeta compie una scelta sul linguaggio rende palese il proprio modo di intendere il mondo. D’altra parte, Balestrini non fa che confermare la caratterizzazione immediatamente politica della disposizione dei segni. Ma l’operazione di Balestrini va oltre, spingendosi fino a rimettere […]

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In corpore vili

Ormai solo, un corpo «di poco valore» (il corpo vile del titolo) si consuma sulla pista di un circo abbandonato, nelle vesti di un pagliaccio alle prese col delirante tentativo di trovare la propria anima. Tutto ciò che dice è il riflesso di questa ricerca ossessiva, ai limiti della nevrosi; come se una sofferenza interiore lo […]

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Il dramma della lingua

Chi dirà del dramma, del dramma di esserci? La lingua dirà, la lingua è il luogo del dramma. Bisogna dire: dialetti, gerghi, idiomi, lingue incomprensibili, cifrate. Dire: se interroghi la lingua puoi cogliere il dramma nel suo farsi. Vertigine, abominio, siccità. Dire il dramma di esserci ora, in questa città desolata. Bisogna dire: pensiero, respiro, […]

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