MACBETH

macbeth nevio gambula

UN CORO GROTTESCO

Da W. Shakespeare

Versione di Nevio Gàmbula

Personaggi e interpreti: MACBETH - Servitore dello stato, assassino e futuro Re di Scozia - Nevio Gàmbula | LADY MACBETH - Tentatrice mossa dal desiderio del potere - Cristina Fasoli | LE STREGHE - O della felicità dei corpi, al di là di ogni convenzione - Ernestina Poiega, Marina Zorzi, Sara Maccari | DUNCAN - Re di Scozia, garante delle convenzioni - Massimo Benettoni | BANQUO - Amico di Macbeth e fantasma dell'onestà - Leo Franceschetti | MACDUFF - Colui che agisce nell'ombra - Francesco Maistri | MALCOM - Figlio di Duncan, ucciderà Macbeth prendendone il posto - Leo Franceschetti | CAPITANO - Uno dei tanti caduti per lo stato - Francesco Maistri | PORTIERE - Servitore fedele di ogni Re - Enrico Pasetto | LO SPETTRO DI CARLO MARX - Uno spettro si aggira per la scena - Federica Comper | TECNICO PARLANTE - Marco Cristani.

È quello della crudeltà l'orizzonte nel quale questo nostro Macbeth vuole operare - una crudeltà, per dirla con Antonin Artaud, che ci renda guardinghi nei confronti del teatro e della vita. Con quel tanto di ironia - o di sarcasmo, se si preferisce - che ci impedisca di chiuderci in una serietà sterile ed abbracciare una dimensione ludica dello stare in scena. Ma la crudeltà è anche quella delle condizioni che spingono "il prode Macbeth" a farsi assassino per amor del potere (e dei privilegi che questo comporta); così come è anche la base di ogni agire umano degradato alla ricerca di una posizione "che conta" ed incapace di rendersi conto quanto ciò comporti costringere altri a "vivere nell'oppressione". Vogliamo anche, con questo nostro esperimento, stuzzicare la nostra "immaginazione aberrante", facendola stridere con la logica del ragionamento rigoroso, al fine, invero un po' presuntuoso, o per lo meno utopico, di liberare la comunicazione (il teatro è anche comunicazione) dai lacci della convenienza economica; e il nostro ricorrere ad un atteggiamento ludico, allora, che sfocia nella manipolazione per fini di divertimento dei codici e delle forme d'uso in teatro, si mischia con una sorta di atteggiamento aggressivo: "giocare è combattere", diceva Wittegenstein. Ci interessa, insomma, con questo nostro Macbeth, lasciare affiorare una preoccupazione di ordine "politico", da intendersi non già nel senso professionale del termine, semmai in un senso generalmente antropologico, di discorso pubblico, collettivo e civile.

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