LETTERE IN TRAPPOLA

Lettere in trappola è un altro tassello del lavoro sul linguaggio che conduco da tempo. Si tratta di una raccolta di lettere indirizzate a un amico immaginario, dentro la quale inserisco, volta per volta, commenti sugli eventi politici, brevi note teoriche, frammenti di narrazione, composizioni in versi e note filosofiche. Un modo di fare interagire la vita di tutti i giorni con la scrittura, in un cortocircuito dove il “dentro” del soggetto è immediatamente anche il “fuori” del mondo (e viceversa), in un continuo rinfrangersi della parola sui suoi infiniti doppi. Lettere in trappola è un altro capitolo del mio monumentale Libro della sparizione; ne rappresenta, per così dire, la nuda esposizione delle sue verità più intime.

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A ME STESSO (DICHIARAZIONE)


    Comunicare con la propria ferita: lettere in trappola.

    Lettere come segni dell’alfabeto; ma anche lettere come comunicazione scritta, come epistola. Trappola come gabbia, ordine, spazio chiuso, abisso, stagno di merda, cicatrice, casa di cenere.

    Lettere come astri accecanti. Macchia improbabile. Relitto senza approdo. Lettere come voci diverse della stessa voce. Echi da una testa. Confronto di brani. Esercizio di misura. Lettere come diceria. Petali di foresta. Dettagli di grido. Trappola come storia del vincitore. Come legge. Convenzione. Frase perfetta. Forma del costituito.

    Lettere su carta virtuale, ora fortemente macchiate di sangue. Parola imprecisa. Oralità e testo al culmine del delirio. Divertimento di un altro senso. Volteggio senza redenzione. Lettere di furia improvvisa.

    Comunicare con il proprio doppio: lettere in trappola.

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ANTE SCRIPTUM


    Carissimo,

    ho recuperato le lettere che ti scrissi, ormai tre anni fa. Credevo che fossero andate perdute per sempre e invece, con grande gioia, e rileggerle mi ha fatto quasi piangere, queste bestie sono riapparse; e parlano ormai per conto proprio, come se esigessero di esistere al di là di me. Le ho perseguitate per mesi, fino a quando, ormai infastidito dal loro perverso magnetismo, ho accantonato l’idea di darne un ordine logico. Te le rendo così come sono, a brandelli, senza omogeneità, somiglianti a tanti graffi scomposti sulla tela. Anche le date sono arbitrarie. Ti potrà stupire – immagino – la diversità di linguaggio tra i diversi pezzi; ma questo scemo che parla, oltre a parti intere di alcune lettere, ha bruciato ogni compattezza. Penso ormai solo a strappi. Prendi tutto ciò che segue, ogni tappa di questo delirio, come un grumo di fango in gola. E il tuo riso convulso, quello che certamente nascerà, sarà per me un’asserzione di amicizia inossidabile; d’altra parte, il vetro che si rompe non fa crollare la casa.

    Aspetto tue notizie.

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Lettere in trappola (file Pdf, 1.4 Mb)

 




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