Un canto selvaggio

È attraverso il teatro che verifico me stesso. Attraverso il lavoro quotidiano su testi, teorie e pratiche posso scoprire un senso nuovo e sperimentare nuove relazioni, cioè formare una mia particolare visione del mondo. Il teatro è, per me, il luogo dove il corpo affronta il mutismo del mondo: non per inventare liturgie comunitarie, di […]

Continua

Vocazione

Lavoro in solitudine, tutti i giorni; nel mio spazio privato, ai bordi della storia. Lavoro cercando di affinare la mia tecnica, la mia estetica, la mia politica. Plasmo il mio teatro, lontano dalle coordinate dell’epoca; e plasmo le mie maschere, per aggredire un’epoca che non mi convince. Lo faccio da sempre, fin dal primo momento […]

Continua

De profundis

In principio era dunque Calibano e Calibano era chiuso in una grotta, metafora di una sconfitta. Regnava Prospero, e tutti parlavano la sua lingua, la lingua del comando e del pettegolezzo. Anche Calibano parlava quella lingua, una lingua non sua: una lingua che però usava per dire la sua verità, superba e lacerata – inascoltata. […]

Continua

Flatus Vocis

«Ormai la cavea è vuota, deserta. Sulla scena è rimasto solo il poeta, che in tono alto, lirico, in una lingua non più comunicabile, commenta e lamenta la tragedia senza soluzione, la colpa, il dolore senza catarsi». Vincenzo Consolo A – Nella tua opera, mi sembra che la voce occupi un posto privilegiato; lo testimoniano […]

Continua

La caduta e l’esilio

Molto spesso, timoroso, mi sono trovato a sfidarela novità delle cose – è il mio tormentoHo spiato, in segreto, le cosenel loro farsi, ed ho sceltouna traccia, un indiziodi vero:la contraddizionel’unica possibilità, o l’accanimentodella negazione, ancoraChiedo cose grandi, che non ci sonoCon tutto il corpo. Chiedere le cose è dare vocealle cose. Poi le coseportano […]

Continua

Il custode del fuoco

Tutta l’opera del poeta palestinese Mahmud Darwish allude a una condizione umana costretta all’esilio e alla sconfitta, alla miseria dell’occupazione militare, al dolore della perdita. Il suo linguaggio poetico è polifonico, talvolta aspro, altre volte sublime, a tratti lancinante. Il custode del fuoco accoglie l’eco di quest’opera e lo traduce in voce, dando compimento a una cantica […]

Continua