La lingua recisa (nuova versione)

febbraio 21st, 2012

«Oh quanto mi sembrava avvilito con la lingua recisa
nella gola, Curione, che fu così audace nel parlare!»
Dante

Grugniti, belati che diventano parole. Sul volto una maschera di legno, sulle spalle pesanti campanacci che curvano la schiena. È Calibano, lo schiavo selvaggio de La tempesta di Shakespeare. Vestito a festa, impara a danzare i passi e i saltelli del mamuthone sardo. Ma chi è questo strano personaggio così lontano, purtroppo, dalle nostre tradizioni?
Dovete sapere che un tempo, in Sardegna, i prigionieri venivano scherniti e poi sacrificati, ubriachi, sul finire dell’inverno; e Calibano seguirà la stessa sorte per aver tentato troppe volte di fuggire. In due ore, la sua storia si delinea tessera su tessera nella pièce scritta e interpretata da Nevio Gambula, La lingua recisa, allegoria del potere che combina Shakespeare, il rito e i totalitarismi del Novecento. Se il teatro, il 29 maggio, è stato l’Ex-Michelin, la scena vera e propria era il corpo dell’attore, la sua voce, i suoi gesti. Poco altro riempiva il palco: sabbia scura disposta in un cerchio invalicabile, quell’isola che Calibano non potrà mai lasciare.
«Dieci giorni per imparare a morire», questo gli hanno concesso. Lo uccideranno quando sarà pronto, durante una cerimonia. L’uomo si toglie la maschera e narra il suo dramma di vittima e carnefice. Era il re dell’isola e lì accolse Prospero, esule e naufrago, che poi lo spodestò, lo rese schiavo instaurando una tirannide. Ma Calibano permea ancora ogni angolo della sua terra, è un tutt’uno con lei, come ne fosse la forza ispiratrice. Il “padrone” non ha spento la sua vitalità, l’ha solo incatenata come ha fatto con gli altri “operai”, i minatori che a sera, stremati, non hanno voglia di cantare. “Lingue recise”, ormai incapaci di parlare. Calibano è diverso e leva la sua voce, la modula dal roco al sussurrato, dal cavernoso allo stridulo, tra racconti, minacce e bestemmie. Solo una volta sentì i minatori intonare “L’Internazionale”, ma la rivolta fu soffocata da Prospero nel sangue. Da allora è silenzio.
La sua stagione sta per finire: presto l’ultimo proletario potrà «ingoiare in un fiato tutto l’azzurro del cielo». Intanto prova i passi e si diverte a tranciare le funi con cui si calano i suoi carcerieri, per portargli il cibo in un antro angusto, dalle pareti taglienti. È il destino di tutti quel crepaccio senza fondo, persino il Comunismo «non è fallito, è stato sconfitto».
Un messaggio sociale, prima che politico. Forse non è più tempo di lotte e di rivoluzioni, ma Calibano pare dirci, insegnarci il contrario: «La danza è la mia resistenza, è la mia fine, ma è anche la mia resistenza».
Stefano Scardicchia

Lettere in trappola

gennaio 4th, 2012

Lettere in trappola è un altro tassello del lavoro sul linguaggio che conduco da tempo. Si tratta di una raccolta di lettere indirizzate a un amico immaginario, dentro la quale inserisco, volta per volta, commenti sugli eventi politici, brevi note teoriche, frammenti di narrazione, composizioni in versi e note filosofiche. Un modo di fare interagire la vita di tutti i giorni con la scrittura, in un cortocircuito dove il “dentro” del soggetto è immediatamente anche il “fuori” del mondo (e viceversa), in un continuo rinfrangersi della parola sui suoi infiniti doppi. Lettere in trappola è un altro capitolo del mio monumentale Libro della sparizione; ne rappresenta, per così dire, la nuda esposizione delle sue verità più intime.

Lettere in trappola (file Pdf, 1.4 Mb)

Gesti di scarto

gennaio 4th, 2012

Il volume Gesti di scarto raccoglie la produzione poetica di Nevio Gàmbula. Si compone di quattro poemi drammatici, nati al confine con il teatro e ispirati a personaggi del mito (Erodiade, Calibano, Fetonte, Tersìte), di un poema sul Movimento del 77 e di quattro raccolte unitarie. Tutto il volume si caratterizza per il ricorso a una scrittura dal forte impatto espressivo, capace di movimentare il linguaggio secondo una intenzionalità critica; lo si potrebbe definire un volume ad alta densità epica.

Questo canto sostanziale (raccolta, 2010; pdf, 260 kb)
Parole per niente (raccolta, 2009; 247 kb)
Settantasette divergenze (poema, 2007; pdf, 210 kb)
Dieci dediche (raccolta, 2006, pdf, 174 kb)
Amore a prima vista (poema, 2005; pdf, 202 kb)
La morte di Tersite (poemetto, 2000; pdf, 130 kb)
La caduta e l’esilio (poema, 1998; pdf, 156 kb)
Mentre il diluvio dura (poema, 1997; pdf, 167 kb)
Gli stracci laceri sul ventre (poema, 1997; pdf, 158 kb)

L’altro sono io

gennaio 3rd, 2012

In questo volume metto insieme i miei interventi polemici, le mie recensioni e le note dedicate a poeti o a spettacoli, tutti pubblicati su riviste online tra il 2006 e il 2011

— Ronconi e il teatro olimpionico
— La “Maria” di Aldo Nove
— Il “Fatzer Fragment” di Brecht
— La voce artaudiana di Diamanda Gàlas
— La poesia e la negazione assente
— L’organizzazione del disgusto
— Avanguardia e poesia
— La poesia invadente di Mario Pischedda
— La voce del melologo (su Rosaria Lo Russo)
— Spoken Word per resistere (su Marco Palladini)
— Su Francesca Della Monica
— Su “Contronatura” di Massimiliano Parente
— New Italian Epic (su un libro di Wu Ming)
— La Caosmogonia di Nanni Balestrini
— Playlist (l’ascolto come atto militante)

L’altro sono io (file Pdf, 256 kb)

Narciso senza scampo

gennaio 3rd, 2012

Narciso senza scampo è una racconta di saggi dedicati al mio teatro. Elaborati tra il 2001 e il 2008, sintetizzato con precisione le questioni di fondo relative alla mia ricerca e forniscono una chiave di lettura utile per inquadrarla nel contesto del teatro contemporaneo.

— La pratica dell’Alterazione, di Andrea Blais
— Sul “Macbeth” di Nevio Gàmbula, di Andrea Blais
— Il ritmo della ferita, di Andrea Blais
— Vox clamantis in tenebris, di Andrea Blais
— Sulle macerie, di Simone Azzoni
— Sulla HamletMaschine, di Milena Massalongo
— Penthesilea (nel delirio di Artaud), di Erica Ruck
— Intervista sulla Penthesilea, di Erica Ruck

Narciso senza scampo (file Pdf, 500 kb)

Tragedie proletarie

gennaio 2nd, 2012

— Questa vita è corta (monologo, 2011; file pdf, 242 kb)
— Glaciazione Italia (dramma, 2011; file pdf, 270 kb)
— Giordano Bruno (poema per attore e baritono, 2009; file pdf, 119 kb)
— Il sogno di Tamerlano (monologo, 2011; file pdf, 197 kb)
— Morte per acqua (trilogia, 2010; file pdf, 336 kb)
— Recitativi brevi (radiodrammi, 2003-2009; file pdf, 397 kb)
— La strada perduta (dramma, 2005; file pdf, 225 kb)
— Erodiade (monologo, 2001; file pdf, 400 kb)
— La lingua recisa (monologo, 1999; file pdf, 210 kb)

Le trame di Calibano

gennaio 2nd, 2012

Sono in questo volume pubblicati i materiali preparatori dello spettacolo La lingua recisa, tutti composti tra il 1998 e il 2000.

Indice:


— Il felice brusio della lingua (prosa)
— Il corpo, le parole, l’alterità (autobiografia teatrale)
— Calibano e la tragedia del proletariato (tra teatro e politica)
— Dalla parte di Calibano (analisi ideologica de La tempesta di Shakespeare)
— La poesia, la scena, l’attore (dichiarazione di poetica)
— Creatura di fango (poema in prosa)

Le trame di Calibano (file Pdf, 830 kb)