Genova, luglio 2001


Genova, luglio 2001: va in scena il terrore di stato. Venerdì 20 la città è spettrale, bellissima. Per le strade soltanto poliziotti e persone venute a Genova per gridare il loro “No” agli 8 Grandi. Qui è la realtà, mi dico, qui si mostra la vera faccia del controllo. Si cammina veloci, nel timore di venire fermati e perquisiti. Puntiamo al concentramento di piazza Paolo Da Novi, una delle “piazze tematiche” (quella sul lavoro, organizzata da Cobas e Network dei diritti globali) da cui si tenterà l’assedio e l’invasione della zona rossa. Ogni strada è presidiata. Da tre delle quattro strade che permettono l’accesso alla piazza è impossibile entrare: lo schieramento di blindati e di uomini in divisa è impressionante. Dalla quarta strada fanno entrare a piccoli gruppi. Nella piazza alcune migliaia di persone, fuori altrettante che spingono per entrare. Partono le prime cariche. Confusione. Nessuno capisce o dà lumi su cosa fare (carenze da gestione della piazza), ma tutti si rendono conto che la polizia vuole evitare che si formi un corteo potenzialmente fastidioso. Una parte fugge verso la stazione Brignole, noi seguiamo quelli che si spostano verso il mare, in direzione di piazzale Kennedy. Qualcuno, di nero vestito, e sconosciuto ai più, spacca le vetrine di una banca. Si corre, ordinati. 3-4 mila persone. Percepiamo chiaramente che dietro di noi la polizia sta caricando, si vedono i lacrimogeni, i blindati, gli scudi che avanzano; e si capisce che c’è un servizio d’ordine improvvisato che sta cercando di rallentare le cariche, difendendo il corteo per permetterne il deflusso. […]

Genova, luglio 2001 – Documento, 2001 (file pdf 1,2 Mb)

Poesia è la voce

Io, te e le rose, Verona, Maggio 2015

La voce è la condizione stessa dell’attore: la condizione di chi vive nell’opera.

Proprio per questo ogni movenza dell’attore è sonora. Recitare, vale a dire muoversi in uno spazio silenzioso, è formare quella che si potrebbe denominare la scena del pensiero acustico.

Urlo e canto, rutto fragoroso e respiro, narrazione e mutismo: al gesto vocale appartengono le dimensioni della musica, del linguaggio e del rumore.

In questa apoteosi dell’attore sonoro, in questa partitura di gesti e di timbri, in questa pratica significante e musicale, la voce può essere considerata come il trait d’union tra i diversi piani espressivi che caratterizzano l’opera.

L’attore è principalmente «un essere fonico».

[…]

Poesia è la voce – Saggio, 2010-Rev.2017 (file pdf,1 Mb)

Questa vita è corta

Self Portrait, Verona, Maggio 2016

Un rifugio, o forse un cimitero, o una cella d’isolamento, oppure un teatro, una cella-teatro, ecco; oppure un sarcofago, o un mausoleo, anzi: un museo, un museo che espone un’unica opera d’arte vivente: l’attore.

Buio.

Un uomo con la pistola. Vestito elegante: camicia bianca (collo alla coreana), giacca e pantaloni neri, scarponi; abito molto contemporaneo. Canta.

Luce.

Ha ripreso a piovere. Anche il tempo è contro di me.
Dio, com’è buio il mondo. Ci vedo a malapena. Ma so che ci sono, là fuori; li sento e ne vedo le ombre.
Grida verso l’esterno.
Allora, che cosa aspettate? Sono qui, venite a prendermi. Entrate, svelti, e poniamo fine a questa farsa.
Di scatto, verso il pubblico.
E voi, voi zitti. Che nessuno apra bocca. Altrimenti farete i conti con me.
Si guarda in giro.
C’è qualcosa di lugubre, in questa stanza.
Al pubblico.
Comunque tranquilli, non vi farò del male; tra poco potrete uscire. Siete fortunati, voi. Invece per me non c’è scampo. Appena pronti, quelli là fuori entreranno, sferreranno l’attacco, e questa stanza sarà la mia nuova tomba. È solo questione di tempo.
Si muove scomposto.
Devo resistere, devo preparare le mie difese, fare di questa stanza il mio baluardo. Devo mettere in moto l’ingegno per allestire un riparo adatto a proteggermi.
Si immobilizza, con affanno.
Tempo perso. La stanza è circondata. Entreranno. È solo questione di tempo.
Cerca qualcosa nella giacca, prende una fiaschetta metallica, la apre.
E allora ridiamo di questo destino desolante.

[…]

Questa vita è corta – Monologo, 2017 (file pdf,279 kb)